“Il Festival dei Paesaggi del Grano” è un progetto di ARTErìa Associazione d’Arte e Cultura , in partenariato con: Studio Risorse srl - Matera; Apposta di Paolicelli Francesco Piero M. - Lecce; Agribiotecnica Vivai Dichio dei F.lli Dichio - Matera;Le Troisieme Pole - Parigi; Foundation Freedom From Fears – Sofia, ed è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del Programma Operativo FSE Basilicata 2007-2013, nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Progetti Innovativi per l’avvio e valorizzazione della rete dei Centri per la Creatività giovanile. Il Festival dei Paesaggi del Grano è strutturato su tre azioni che prevedono la coprogettazione, sviluppo e produzione di tre prodotti creativi:
“Il canto del pane” uno spettacolo di teatro contemporaneo;
“ExtraUrban” Una residenza artistica dal tema “Dalla riforma agraria ai raccoglitori extracomunitari”;
“Casa fatta in casa” laboratori di progettazione ed autocostruzione con tufo e paglia.

Context

Se il paesaggio lo si intende come luogo di vita e di cultura in cui interpretare il senso del “fare umano”, altrettanto il paesaggio registra le conseguenze della gestione politica, economica ed ecologica dei luoghi. Le grandi devastazioni non solo ambientali ma anche dei valori civili e culturali di interi territori, che hanno investito il paesaggio nel corso del secolo scorso, hanno tolto il diritto al cittadino di vivere luoghi salubri, significativi, armoniosi, relazionali. Parlare di paesaggio vuol significare in primo luogo parlare di responsabilità, di buon governo e di democrazia anche alla luce dei contenuti della Convenzione Europea del Paesaggio del 2000 che salvaguardano la singolarità dei luoghi ed una loro gestione condivisa e partecipata nel rispetto della diversità e della alterità. I concetti di decrescita, bioarchitettura, permacultura e geofilosofia concordano unanimemente sulla necessità di utilizzare fonti energetiche alternative, di orientarsi fermamente sul risparmio energetico e sull’utilizzo di nuove forme e tecniche di agricoltura ecocompatibili.
Il “Festival dei Paesaggi del Grano” si pone, quindi, come officina di idee e di progettualità per una ridefinizione del rapporto uomo-territorio e di pratiche utili ad ottenere risultati innovativi, reali e concreti su cosa deve essere il paesaggio e dello scambio che l’uomo deve consapevolmente e responsabilmente attivare con i luoghi. La Basilicata, anticamente conosciuta come “Lucania”, è una regione storicamente basata sulla cultura del grano e dell’agricoltura. In antichità la Basilicata era interamente ricoperta da boschi e nel corso dei secoli ha subito delle radicali trasformazioni dovute all’agricoltura ed alla monocoltura a grano che ha indotto a disboscare buona parte del territorio, in particolare l’area della collina Materana. Questa trasformazione, oltre a definire l’identità storica di questi luoghi, va intesa come una ciclopica opera d’arte, ovvero, come una grande scultura antropologica, realizzata a mano, con zappe e rudimentali aratri, dalla comunità che la abitava. L’intero quotidiano era riversato in attività inerenti la coltivazione e trasformazione del grano condizionandone in buona parte usi e costumi della cultura locale ma anche occidentale europea.Il Festival dei Paesaggi del Grano vuole raccogliere, decifrare e reinventare i segni, condensati nel patrimonio paesaggistico e culturale, per mezzo di un’architettura narrativa che segua percorsi ipertestuali ed analogici in Basilicata.La maggiore prospettiva è costruire, sul principio della co-creazione, la sinergica operatività di una rete territoriale ed europea di giovani studenti e di addetti ai lavori che si occupano di agricoltura, antropologia, archeologia, architettura, cinema, food, geofilosofia, geografia, musica, permacultura, arte visiva, teatro, turismo, tecnologica e nuove forme di comunicazione.

 

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